Warning: preg_match(): Unknown modifier 't' in /web/htdocs/www.latuscreativity.it/home/wp/wp-content/plugins/mobile-website-builder-for-wordpress-by-dudamobile/dudamobile.php on line 603 Come hackerare le banane con MaKey MaKey | Latus Creativity | The Digital Remix of the Creative Flow in Lazio

Come hackerare le banane con MaKey MaKey

Spiegare a un ragazzo che gli oggetti conducono elettroni può essere frustrante e, a volte, tremendamente noioso. Ma se proponi a una intera classe di trasformare un cesto di frutta in una tastiera per computer, allora le cose cambiano. La curiosità si scatena ed imparare una lezione sulla conducibilità elettrica diventa più piacevole.

È questo, più o meno, quello che succede quando metti le mani su MaKey MaKey. A vederlo sembra un vecchio controller del Super Nintendo, ma in realtà è una scheda elettronica in grado di trasformare impulsi elettrici in input per computer. Significa che qualsiasi cosa sia connessa a MaKey MaKey diventa una tastiera da 18 tasti. Qualsiasi cosa, basta che non sia fatto di materiale isolante.

Usare Makey Makey è molto facile. Basta connetterlo attraverso un cavo USB al computer e collegare i morsetti alla fonte di corrente elettrica prescelta. A dire il vero, c’è l’imbarazzo della scelta perché la lista comprende di tutto: ketchup, grafite (la mina di matita), limoni, piante, monete, la nonna e la sua argenteria, oggetti umidi, vari tipi di cibo, cani, gatti, fogli di alluminio e anche la pioggia.

Una volta pronti, l’interfaccia plug and play permette di dare sfogo alla creatività. Basta lasciar correre gli elettroni e vedere cosa accade. Una scala può diventare un pianoforte, quattro secchi pieni d’acqua una pedana interattiva e qualche pezzo di pongo può farvi giocare a Super Mario. MaKey Makey è fatto per giocare, ma dietro c’è un bel po’ di elettronica, compreso un firmware di Arduino Leonardo. Tutto l’hardware è open source e, all’occorrenza, l’intero software può essere riprogrammato da chi mastica un po’ di codice.

Dietro a MaKey MaKey (il nome deriva dalla fusione di “Make + Key”, ovvero “fare e tastiera”) ci sono Eric Rosenbaum e Jay Silver, due PhD student presso il MIT. Per realizzarlo hanno chiesto sostegno attraverso una campagna di crowdfunding su Kickstarter nel giugno 2012. I due inventori avevano bisogno di 25mila dollari. In un mese ne hanno messi insieme 568mila. L’idea ha funzionato, decisamente. Se ne volete uno, fatevi avanti. Qui trovate tutto quello che c’è da sapere. Buon divertimento.

 

 

 

Source: makerfairerome

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