Open House Roma

La capitale meno vivibile e meno accessibile del mondo, ma pur sempre la più affascinante ed enigmatica, apre le porte delle proprie architetture, note e meno note. Per due giorni Open House Roma – alla sua seconda edizione, unica in Italia, nata da un’iniziativa internazionale che si tiene ogni anno in 19 città del mondo – renderà accessibili oltre 145 siti di architettura storica, moderna e contemporanea, e organizzerà 25 eventi speciali, 4 laboratori didattici, 9 tour ciclo-pedonali, per un totale di 350 volontari coinvolti.

“Open House è di fatto un’iniziativa semplice ma rivoluzionaria che, una volta l’anno, per il tempo di un fine settimana, apre al pubblico, con visite guidate gratuite, luoghi di ‘alto interesse architettonico’ della città, alcuni dei quali di solito inaccessibili”, spiega il presidente dell’Associazione Open City Roma, Davide Paterna.
Un weekend, questo del 4 e 5 maggio, in cui sarà possibile visitare gratuitamente alcune delle architetture più importanti del panorama romano. Partendo dai luoghi solitamente non aperti al pubblico, come la sede della Direzione Generale della Rai e Palazzo Giustiniani, arrivando fino alle recenti realizzazioni come la Stazione Tiburtina – dello studio romano Abdr – e la Torre Eurosky all’Eur di Franco Purini e Laura Thermes. Con molte visite guidate gratuite negli edifici della rete dei Musei in Comune di Roma Capitale, negli studi di architettura e nelle case private ristrutturate.
Sei le aree in cui è stata suddivisa la città. La prima, il Centro Storico, racchiude il meglio della storia romana e italiana come il Tempietto del Bramante, la Biblioteca Angelica e quella Hertziana, Palazzo Barberini, Madama e Venezia e le numerose chiese come San Lorenzo in Lucina, Santa Maria della Scala e Santa Sabina all’Aventino. La seconda, Flaminio/Parioli, mixa storia moderna e contemporanea della Capitale con le Accademie d’Egitto e Danimarca, l’Auditorium di Renzo Piano, il Ministero della Marina Militare, l’Istituto Giapponese di Cultura e il Maxxi. La terza area di Nomentano/Pietralata parla contemporaneo con il Macro, la Stazione Tiburtina e i loft del Lanificio Factory.

Nella quarta zona, Esquilino/San Lorenzo, numerosi sono gli edifici storici riconvertiti, come l’Acquario romano – oggi Casa dell’Architettura -, l’ex Pastificio Cerere, l’ex Vetreria Sciarra, l’ex pastificio Pantanella. Qui, e più precisamente nel quartiere Quadraro, sarà possibile visitare la prima casa di paglia della città su progetto dell’architetto Paolo Robazza/Beyond Architecture Group. Sulla stessa scia, ma con un carattere più industriale, la quinta zona di Ostiense/Garbatella, dove si susseguono gli spazi dell’ex Mattatoio, dei Magazzini Generali, il Gazometro e la Centrale Montemartini. Infine, l’area più contemporanea di tutte, quella dell’Eur/Corviale, in cui è possibile trovare il Centro Culturale Elsa Morante di Luciano Cupelloni, la scuola al Corviale di Guendalina Salimei, la Torre Eurosky di Purini e Thermes e la Nuvola dello Studio Fuksas.

Source: Artibune

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