Warning: preg_match(): Unknown modifier 't' in /web/htdocs/www.latuscreativity.it/home/wp/wp-content/plugins/mobile-website-builder-for-wordpress-by-dudamobile/dudamobile.php on line 603 Chi stampa case in 3D per vivere sulla Luna! | Latus Creativity | The Digital Remix of the Creative Flow in Lazio

Chi stampa case in 3D per vivere sulla Luna!

Il salto dai castelli di sabbia sulle spiagge della Toscana ai freddi deserti della Luna è più breve di quanto potreste pensare. Sembra una favola, ma in realtà è la storia vera di Enrico Dini, l’ingegnere di Pontedera che ha inventato una stampante 3D capace di stampare su una superficie di 36 metri quadri. Al posto della plastica, la sua D-Shape utilizza sabbia e un inchiostro speciale che trasforma gli ammassi di granelli in cemento.

Costruire edifici utilizzando le risorse del territorio è una soluzione intelligente, soprattutto se per arrivare in cantiere devi prendere un razzo. Forse ci vorrà un po’ di tempo prima di vedere la D-Shape nello spazio, ma le cose iniziano a muoversi. La tecnologia di Dini partecipa a unprogetto della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’European Space Agency (ESA) che ha l’obiettivo di ideare nuovi moduli abitativi da stampare direttamente sulla Luna.

Forse ci vorranno parecchi anni prima di vedere le stampanti 3D costruire insediamenti nello spazio, ma almeno adesso è certo che non si tratta più di semplice fantascienza. Il sogno di Dini – sempre più vicino alla realtà – ha già affascinato mezzo mondo, tanto che la sua storia è stata raccontata anche in un documentario dal titolo “The Man Who Prints Houses”.

Ma il lavoro di Dini è anche una fonte di ispirazione inesauribile. Come accade spesso nel mondo dei makers, le idee sono contagiose e passano da una testa all’altra con estrema facilità. Se vi guardate intorno troverete altri nomi interessanti come Protohouse, il progetto inglese che genera architetture quasi aliene sulla base di un algoritmo che ottimizza gli spazi abitativi in base ai materiali impiegati.

Restando sulla Terra, ci sono anche gli architetti italiani di Co-De-It, che con il progetto Reefs(basato sulla D-Shape di Dini) stanno realizzando delle barriere da immergere in mare con lo scopo di ripopolare l’ecosistema locale. Anche in questo caso, un algoritmo determina la disposizione delle superfici di contatto ideali all’insediamento di pesci, coralli e altre forme di vita.

La caratteristica comune di tutti questi progetti è che offrono risultati tangibili. L’idea prende forma prototipo dopo prototipo. La stampa 3D ha questo vantaggio: ti fa toccare con mano ciò a cui stai lavorando. Poco importa se stai costruendo un anello per la tenda della doccia o un’intera base spaziale.

 

 

 

Source: MakerFairerRme

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