I Quiet Ensemble tra l’invisibile e l’inudibile: il rapporto tra tecnologia e natura

Quiet Ensemble è un gruppo, fondato nel 2009 da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli, che si occupa di arte sperimentale. Hanno una visione poetica e unica dell’arte combinando la natura morta con la tecnologia per produrre installazioni audio, grafiche e visive. Di Salvo ha un background in video interattivi e Vercelli ha studiato scenografia, hanno cominciato a collaborare insieme scoprendo il loro reciproco interesse per l’intersezione tra natura e tecnologia. Uno dei loro primi progetti fu “Quintetto”: i due artisti hanno video-registrato il nuoto dei pesci rossi e attraverso un software hanno tradotto il movimento in suono digitale. In “Orienta” è il passaggio casuale delle chiocciole che determina il disegno, per non parlare di “Allegoria” dove un quartetto d’archi suona un pezzo di musica classica, ma in verità il concerto è eseguito dal suono delle sedie, su cui siedono i musicisti, le pagine degli spartiti, i battiti cardiaci del quartetto e l’energia elettrica dei loro muscoli.

Quiet Ensemble si concentra sui piccoli eventi che tutti noi abbiamo sotto gli occhi ogni giorno svelando l’invisibile o rendendo udibile il non udibile, come con “Natura Morta”: il duo riesce a far suonare sei frutti diversi attraverso dei cavi audio e una scheda audio con dei preamplificatori molto sensibili, rendendo udibili le micro tensioni elettriche prodotte dall’acido contenuto nella frutta. Durante la performance avviene un’interferenza tra il suono del frutto e il contatto fisico del corpo umano con quello. Inoltre ogni frutto suonando illumina un monitor su cui è poggiato, creando così un rapporto sonoro grafico.

Infine possiamo ammirare al Teatro India la performance avvenuta a febbraio di quest’anno “Orchestra da Camera”, dove quaranta topolini corrono su delle ruote collegate ad un carillon formato da un pettine di metallo che si muove attraverso un tamburo rotante strutturato per creare la melodia. I carillon stessi sono impostati per suonare ninnenanne tradizionali di Brahms, Schubert e Mozart, ma i movimenti casuali dei topi rendono irriconoscibile la musica creando così una melodia decisamente inaspettata.

Le idee e le innovazioni con i Quiet Ensemble non finiscono mai, infatti gestiscono anche un centro di sperimentazione e formazione delle arti performative e digitali: Il Pagliaio. Qui organizzano workshop di tecniche software e hardware che instaurano un rapporto creativo con le arti performative. Quest’anno, nel suo terzo anno di attività, Il Pagliaio organizza due giornate (31 Maggio – 1 Giugno 2013) dedicate alla digital art, performance audio-video, installazioni e laboratori gratuiti. La rassegna proseguirà poi nelle settimane successive.

Altri appuntamenti performativi con Quiet Ensemble saranno al Festival Interstice in Francia, che si concentra sulla relazione tra suono, immagine, oggetti e spazio, dove Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli porteranno la loro opera “Quintetto”.

A luglio invece vedremo i due artisti impegnati al Festival Drodesera, a Trento, festival molto importante per la performing art, dove infatti i Quiet Ensemble presenteranno un lavoro performativo inedito “Der teufel leise, Faust (il diavolo sottovoce)”. È una composizione sonora senza musicisti né strumenti, ma solo un palco vuoto che prenderà vita attraverso l’anima degli oggetti e della macchina teatrale stessa; oggetti come la macchina del fumo, l’aria condizionata, i microfoni, l’illuminazione etc. Una composizione elettromeccanica sulla base di un’opera teatrale classica, il Faust di Goethe, dove la presenza del diavolo diventa allucinogena sotto sembianze sonore, crescenti, incarnate dagli oggetti circostanti.

 

 

di  Caterina Crispolti

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